venerdì 23 maggio 2008

La colazione dei campioni

Focaccia simil-barese

Domani si prospetta un pranzo al sacco (e gita, di cui se riesco postero' qualche foto....), dopo aver soddisfatto la richiesta del marito (per lui pranzo al sacco=picnic=frittata di pasta), con la prima frittata di pasta della mia vita credo, pensavo di fare un dolce, o qualche muffin salato ed essere piu' che a posto....avevo raccolto tante ricette!!!
Invece ieri sera il succitato marito mi fa "va bene, ma portiamo anche qualche panino, partiamo di notte, e se mi venisse fame???"" :-0
E si, è un po' inappetente....... :D
Ma a me la parola "panino" mette i brividi....... urgeva un diversivo!! Allora faccio una focaccia....ok, peccato che di tutte le focacce belle che avevo visto in giro per la blogosfera non ne avevo stampata neanche una, il PC era spento ed era meglio non riaccenderlo (sembro una tossicomane che deve stare lontana dalla droga :)), e cosi mi sono detta: ma si, sono nata in una citta' che in quanto a focaccia ha qualcosa da dire, un po'di quello che ho letto in giro lo ricordo, mamma e zie qualcosa me lo hanno insegnato...se po' fa!!! :))

gggggg
Riporto le dosi che ho usato, ci sono tante altre ricette e tanti altri procedimenti, ma considerando che ho infilato i tempi di lievitazione tra una stirata ed una dormita notturna, il risultato non e' affatto male, ANZI!!!!
Il marito ne ha mangiate un paio di fette per colazione, ok, non è una notizia da prima pagina, ma per me è un piccolo successo, perchè la mattina non c'e' proprio verso di fargli mandare giu' nulla se non una tazzina di caffé!!!
ggggggg

Ing: Per l'impasto:
300 g di farina 00
200 g di semola di grano duro
3 cucchiai di olio (anche 2)
1 cucchiaio di sale fino
mezzo cubetto di lievito di birra
400 g di acqua tiepida
Per il condimento:
6 0 7 pomodorini
una manciata di olive nere
Olio extravergine di oliva
Rosmarino, origano
Sale grosso
ggggg



gggggg

In una ciotola capiente versare le farine setacciate: sciogliere il lievito in metà dell'acqua tiepida.

Formare una fontana nella farina, scavare una buca in un angolino in cui mettere il sale in modo che non venga a contatto con il lievito.

Versare al centro l'olio e l'acqua con il lievito, cominciando a mescolare con una forchetta. Poi versare il resto dell'acqua e cominciare ad impastare energicamente con la mano destra a mo' di planetaria, tenendo la ciotola con il braccio sinistro (o al contrario se siete mancini!)

L'operazione e' faticosa, per quanto io non l'ho eseguita per molto tempo (qualche minuto ) penso che altre 2 o tre focacce e sono pronta per un campionato di braccio di ferro over the top!!!

Lasciare riposare l'impasto, che dovra' risultare mole ed appiccicoso, nella stessa ciotola, coperto da un canovaccio in un luogo riparato da correti (es. forno), per una o 2 ore (deve raddoppiare di volume).

Ungere di olio una teglia rettangolare e versarvi dentro l'impasto, cercando di livellarlo. Coprire con un canovaccio pulito che non tocchi la superficie e mettere a riposare ancora qualche ora (io sono andata a dormire.... :).

Al momento di cuocere la focaccia, accendere il forno a 220 gradi. Tagliare a meta' o in quarti i pomodorini e passarli a micro alla max potenza per 2 minuti.

Con l'aiuto delle dita "affondare" ciasun pezzo di pomodorino nella focaccia:, fare la stessa cosa con le olive e cospargere di origano. Io ho guarnito cosi meta' della focaccia, l'altra meta' semplicemente con aghi di rosmarino e sale grosso.

Disatribuire un bel filo d'olio evo sulla focaccia (bisogna mettercelo, mi sono dovuta convincere...) ed infornare. Dopo 10 minuti abbassare la temperatura a 200 gradi e continuare la cottura per altri 10 minuti.

La focaccia deve risultare croccante esternamente sia sopra che sotto.

mercoledì 21 maggio 2008

Almeno una volta nella nostra merenda.......

IL SALAME DI CIOCCOLATO

eeeeeee
.......di bambini, c'e' stato il salame di cioccolato! E per "c'è stato" intendo che, almeno per me, questo dolce che non necessita di cottura, la cui ricetta era sul ricettario di non so quale marchio di prodotti dolciari, è stato anche uno dei primi esperimenti di pastrocchiamento in cucina, nonche' il dolce che la mia mamma preparava, a volte, quando c'erano feste o riunioni di bambini golosi (e cioe' bambini, punto).
E cosi' quando passando da Fiordisale ho letto che non sapeva come usare una scorta di biscottini secchi tipo Petit di cui non sto qui a fare il nome :), mi e' venuto in mente (scartando la cheesecake in tutte le sue declinazioni, visto che lei sicuramente ci aveva gia' pensato) questo dolce recuperato dagli archivi polverosi della mia memoria (e addirittura...non sono un'arzilla centenaria che blogga,eh, mi piaceva la frase!!!), che da un certo punto in poi ho impietosamente messo da parte, perche' è proprio "una cosa da bambini"!!!!!

Si fa presto a dire "recuperato" e "memoria"....e la ricetta dove la prendo??? Forse questo piccolo ricettario sdrucito è ancora a casa dei miei in un anfratto nascosto, ma per evitare di far infilare mia madre in una ricerca disperata ho preferito provare a spremere la memoria, fare un giro su Internet tra le varie versioni, e cercare di far emergere qualcosa di somigliante all'originale (al MIO originale, ovviamente!)

Ho scartato tutte le ricette col cioccolato fondente, se ci fosse stato nella ricetta originaria, non avremmo potuto farlo, perche' in casa mia entrava solo cacao amaro, il cioccolato arrivava solo annualmente dall'uovo di Pasqua :)
Ecco dunque la ricetta che ne e' venuta fuori:
eeeeeeee

Ing: 150 g di biscotti secchi
50 g di burro
1 uovo
70 g di zucchero
40 g di cacao amaro
5 noci (aggiunte io)
2 cucchiai di latte (se necessari)
1 cucchiaio di rhum scuro (o altro liquore a piacere)

rrrrrrrr
Mettere i biscotti in un canovaccio e frantumarli grossolanamente con l'aiuto del matterello, poi metterli in una ciotola.
Fondere il burro a fuoco dolce ed eliminare la parte bianca che si forma in superficie.
Versarlo sui biscotti, aggiungere l'uovo sbattuto (io l'ho anche "pastorizzato" a bagnomaria), lo zucchero, il liquore, le noci spezzettate, il cacao e impastare con una forchetta.
Aggiungere un po' di latte solo se il composto e' eccessivamente asciutto, ma deve risultare una massa abbastanza dura.
Predisporre sul piano di lavoro un foglio di carta stagnola, versarvi il composto dandogli una forma allungata. Avvolgere nella carta e farlo rotolare sul piano fino a dagli la forma di un salame, poi far riposare in frigo per 2 o 3 ore almeno.
Passato questo tempo, tagliare a fette e servire!!
Devo dirlo.....non mi ricordavo che fosse coi' buono!!!! (L'idea di farci il "panino" tra due biscotti è venuta al marito :)))

Il mio è venuto un po' troppo morbido perchè ho aggiunto più latte: voi non lasciatevi ingannare, anche se l'impasto sembra "sbricioloso", provate ad assemblarlo senza aggiungere il latte, o proprio poco se necessario.
Fiordisale, niente di raffinato o ricercato, ma spero ti piaccia ugualmente!!!

martedì 20 maggio 2008

Una canzone per dimenticare........anzi 5!!!!!


Non so se cominciare dal principio o dalla fine.......vabbe' cominciamo dal principio, cosi mi tolgo questo dente!!!
In principio c'erano le coviglie di Giovanna, o meglio, tanta voglia di fare le coviglie (in versione "al caffe", di Giovanna....c'era la panna, il caffe', c'erano anche le uova fresche fresche da poter essere usate crude......ma, e dico MA, c'era la fretta, cattiva consigliera, soprattutto se sussurra "sbrigati che devi andare al lavoro!! No, dai, non la montare a parte la panna, versala cosi sulle uova (ancora tiepide!), che sara' mai, si montera' lo stesso....."
Insomma non c'e' bisogno che vi racconti del triste composto che e' rimasto liquido, che ho messo nelle vaschette dei cubetti di ghiaccio pensando: poi lo frullo e ne viene fuori un bel frappe'......
Prima di tutto il frullatore non frulla un bel niente, ho dovuto usare il robottino e dopo aver riempito il lavandino di cose da lavare......sono venuti fuori questi due bicchierini di coviglie....."frappate"!!!!
La morale e' sempre quella...se non hai tempo di fare le cose per bene, NON LE FARE!!!!

Passiamo alla "fine", che in realta' e' il motivo per cui questo disastro non se ne e' stato buono buono in incognito (e, insomma disastro...in fondo era buono questo frappé eterogeneo!!!), ed e' che la dolce, vulcanica ed espansiva :)) Claudia, mi ha invitata ad un meme, e, a parte che avrei accettato comunque, questo in particolare mi sembra molto carino per cui eccomi qui a dire quali sono per me le 5 canzoni migliori di tutti i tempi (non sono le canzoni che in assoluto amo di piu' )......ops, solo ora mi accorgo di quanto e' difficile!!!

1) Mi riesce difficile non scrivere tutta la discografia dei Queen, dico "Bohemian Rapsody" per vari motivi :)
2) "Con tutto l'amore che posso" di Claudio Baglioni (e lungo il Tevere che andava lento lento......)
3) "Chiedi chi erano i Beatles" degli Stadio
4) "Roxanne" dei Police
5) "One" degli U2

Ed ora per regolamente devo passare la palla ad altri 5 bloggers.....

1) Pentolina!!!! :)) Se ha minuto tra un dolce e uno spannolinamento
2) Virginia (sai che non ricordo cosi su due piedi se odi a morte i meme???? :P )
3) Giovanna, sperando che mi perdoni per lo scempio fattto con le coviglie
4) Letizia: le passerei qualsiasi cosa pur di vedere cosa scrive!!!! :D
5) Lenny: sono molto curiosa di conoscerla meglio!

6)Ancora una guest nomination!!!!! Fiordisale , sono curiosa di conoscere le canzoni che hanno fatto la Storia per te! :)

Claudietta, ho fatto presto, hai visto???? Grazie ancora!!!!!! :))

lunedì 19 maggio 2008

E dopo il picnic....il "barbecue"!

Seppie ripiene alla griglia


Quando ho letto questa ricetta (sul volume "Pesce" dell'Enciclopedia della cucina italiana), ero sicura che a me sicuramente le seppie si sarebbero trasformate in simpatiche solette di scarpe!
Felicemente smentita, vi riporto la ricetta in proporzione per 2 persone, ma sappiate che ho omesso ben 40 g di pecorino grattugiato.....decidete voi se metterlo o no! (ora, a parte la mia avversione per il pecorino, trovo che il formaggio ed il pesce non ci stiano benissimo insieme...ma i gusti sono gusti :))

Ing: 4 seppie medie
40 g di pangrattato
mezzo spicchio d'aglio
1 uovo
1 mazzettino di prezzemolo (ho aggiunto anche un po' di timo e di melissa)
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale, pepe

Pulire le seppie eliminando gli occhi, l'osso e la sacchetta dell'inchiostro e la pelle, oi lavarle bene sotto l'acquaa corrente.
Staccare i tentacoli e tagliarli a pezzettini.
In una ciotola sbattere l'uovo con una forchetta, poi aggiungere le erbe lavate e tritate, l'aglio tritato, il pangrattato, il pecorino (se vi piace...), sale e pepe.
La ricetta prevedeva un pochino di olio ne ripieno che io non ho messo, ed era morbido comunque...
Farcire le seppie con il composto e chiudele: per evitare di far uscire il ripieno durante la cottura, io le ho avvolte con del filo di cotone per cucire, oppure si può direttamente cucire l'apertura come suggerito nel libro.
Scaldare la griglia: ungere da ogni lato con l'olio le seppie e porle sulla griglia, facendole dorare i modo uniforme. Spennellarle ogni tanto con l'olio rimasto durante la cottura (io non l'ho fatto, già il tutto fumava abbastanza....).
Tutto sommato un piatto leggero, considerato anche il risparmio sull'olio! :))

venerdì 16 maggio 2008

Produzione casalinga di....pecorino!!!

Sigarette di bresaola con lebneh alla melissa


Pecorino....penso sara' l'unica volta in questo blog in cui compare questa parola, e anche qui diciamo che compare piuttosto impropriamente.......
Il pecorino, quello vero, orgoglio di diverse regioni del nostro paese, ha un sapore e soprattutto un odore troppo forte, con cui io non riesco a conciliarmi....chissa', forse e' vero che con gli anni i gusti cambiano, ma per ora questo ingrediente decisamente non trova posto nel mio frigorifero e nelle mie ricette.

Si vabbé, ma allora il pecorino del titolo che cos'è???? E' semplicemente una riedizione del lebneh , (formaggio ottenuto facendo colare il siero dello yogurt greco, tecnica che avevo letto dal cavoletto) , fatto pero' con lo yogurt greco di latte di pecora (comprato compulsivamente e rimasto in frigo fino a quando la data di scadenza non si e' avvicinata paurosamente!)

Per il procedimento dunque vi rimando qui o alla fonte se preferite: qui sotto c'e' il risultato di 48 ore di riposo in frigo (questa volta anziche' ripetere le avventure del sacchetto equilibrista, ho posato il sacchetto di garza su un colino, il colino su una ciotola, e la ciotola sul ripiano del frigorifero.......)


Quella in alto invece è la signora melissa, anche detta erba cedrina, e guardacaso le sue foglie emanano proprio profumo di limone....mai vista e sentita in vita mia, fino alla settimana scorsa, quando l'ho vista dal vivaio (dove ho fatto un po' di scorta di piantina..), e da quando l'ho comprata non vedevo l'ora di usarla in qualche modo!
Queste "sigarette" avrebbero tanto voluto essere fagottini, ma ho beccato una bresaola un po' striminzita ed una salumiera che non e' riuscita ad affettarla proprio sottile sottile.....be' insomma, anche io vorrei essere alta e slanciata, ma si fa quel che si puo'!! :)
Ing: 200 g di lebneh (o caprini)
100 g di bresaola
5 o 6 foglie di melissa
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
3 cucchiai di yogurt bianco
qualche filo di erba cipollina per legare
sale
Procedimento elementare: tagliare finemente la melissa, poi mescolarla al formaggio insieme agli altri ingredienti (olio, yogurt, sale). Non esagerare con il sale (come ho fatto io), la bresaola e' gia' abbastanza salata.
A me il composto e' venuto poco denso, perche' un po' per attutire il sapore dello yogurt di pecora, piu' forte di quello del normale yogurt greco), e un po' perche' avevo esagerato con il sale, quindi ho dovuto aggiungere un po' piu' di yogurt bianco di quanto ho indicato nella ricetta.
Disporre il formaggio sulle fettine di bresaola arrotolarle e legarle con i fili d'erba (e scusate se sono autoreferenziale!!! :P )
Vanno giu' una dopo l'altra :)

martedì 13 maggio 2008

A colazione: caffe' e.....ZUCCHERI!

Muffin degli archivi segretissimi......
jiy0pg

Non ho mai avuto un grandissimo interesse per i muffin, al di la' della mia preferenza per le preparazioni "ine": crostatine, tortine, ecc.
Sara' perche' sulla prima ricetta che io abbia mai letto in merito (avevo scritto quanto anni fa, ma ho subito cancellato... non potevo leggere quel numero a 2 cife che comincia con 2 :-0), dicevo, in questa ricetta erano indicati 2 cucchiai e mezzo di lievito in polvere!!! Forse era un refuso, o forse si trattava di una polvere lievitante diversa dalla mia, fatto sta che cio' e' bastato a farmi desistere :).

La diffidenza e' durata fino a quando non ho assaggiato i muffin geneticamente modificati made in U.S.A: sara' stata la fame dovuta alle lunghe camminate, sara' stato il profumo familiare del cynnamom (cannella), non so, ma sono tornata con la voglia di provare a farne di simili (ed anche con una scatola misteriosa di preparato per muffin presa da un angolo polveroso di Dean e De luca....ah ah lasciamo perdere, pero' almeno sapevano di cynnamom!!), e cioe' grandi, umidi e cannellosi...

Da allora ho fatto un paio di tentativi (es. questi qui di Lory, buoni!) ma ho soprattutto accumulato e continuo ad accumulare ricette, che provero' una ad una....
In uno dei suoi ultimi post, Sandra ha cominciato a raccontarci delle sua colazione, ed ha chiesto anche a noi di parlare della nostra...
Ora, la mia e' abbastanza aleatoria, di certo e indispensabile c'e' il caffé, e possibilmente del latte bianco freddo di frigorifero e qualcosa di dolce da mangiare! :)
Il blog mi ha stimolato in positivo a far si che questo qualcosa di dolce sia, quando possibile, casalingo e non industriale: parliamo ordunque :) della ricetta in questione!
Durante uno degli infiniti e divertenti scambi di idee partiti da un post del cavoletto, in tanti hanno dato delle ricette interessanti: mi ha colpito in particolare quella di Luigi , proveniente direttamente (e segretamente...da qui il titolo del post) dal Baker & Spice di Londra.
Io ho dimezzato le dosi ed usato l'olio al posto del burro, e calcolando che ce ne volesse di meno in quanto piu' ricco di materia grassa, ma mi sono dimenticata alla fine di considerarlo per meta' dose!
Poiche' i muffin sono venuti bene lo stesso, scrivo le dosi che ho usato io, rimandandovi al link per la ricetta originale...
ING
Ing:
250 g di farina 00
mezzo cucchiaio di lievito in polvere
la punta di un cucchiaio di bicarbonato di sodio
la punta di un cucchiaio di sale fino
1 uovo
150 g di zucchero
60 g di olio e.v.o.
170 g di latte
2 mele golden
1 cucchiaio raso di cannella
Preriscaldare
Preriscaldare il forno a 180 gradi.
Mescolare gli ingredienti secchi tra loro, tranne lo zucchero. montare lo zucchero con le uova, aggiungere il latte e le mele tagliate a pezzettini, mescolare bene e versare il composto sugli ingredienti secchi; mescolare velocemente, lasciando il composto leggermente grumoso.
Imburrare degli stampini per muffin (se sono di silicone non c'e' bisogno), versare il composto a 2/3 di altezza ed infornare per circa 20 minuti.
Perche il mio muffin tagliato a metà è cosi inspiegabilmente chiaro???? Ma perchè ho dimenticato di metterci la cannella!!!!! Ma si puo'????? :-0
Ci ho messo una pezza col metodo delle zeppoline della suocera (evocate dal marito :D) , un cucchiaino di cannella ed uno di zucchero mescolati in un piattino, il muffin tagliato a meta', ed un elegante e leggiadro pucciamento..... :))

Il picnic del lunedi sera

Torta salata di carciofi



No, non abbiamo cenato su una tovaglietta a quadretti stesa sul pavimento, solo per rifarci dei mancati picnic primaverile e DICIAMOLO, della mancata primavera.....



Il fatto è che mi sono resa coto che non facevo una torta salata da tempo immemorabile, dopo aver passato il mio periodo "una quiche per ogni evenienza" :)



E cosi, quando la mia zia lettrice (si, si, zetagi, sei tu, sei l'unica zia lettrice telematica!!!! Grazie!!! :)), dicevo, quando mi ha chiesto cosa avrei fatto di un nuovo mazzolino di carciofi, mi sono accorta che non avevo nessuna idea, o meglio, nessuna idea che mi sconfinferasse.



Poi, complice una vaschetta di ricotta prossima alla scadenza (queste vaschette...sono un salva-frigo-vuoto visto che hanno scadenza lunga rispetto a quella fresca, ma di consumarle a crudo non se parla....), memore del mio passato di alacre produttrice di torte salate, ho tirato fuori questa cosina bruciacchiata un po' qui e un po' là (insomma...evidentemente era troppo PASSATO!), e poi cuocere 2 cose contemporaneamente nel forno NON si fa! Ed io lo faccio sempre...... :P

La pasta brisée l'ho preparata la sera prima, e ieri l'ho tirata fuori dal frigo un po' prima di usarla per toglierle un po' quella consistenza di oggetto contundente :)
Ah, non è casuale che io abbia usato la stessa pirofila della crostata, ci sono ben 2 motivi: il primo è che è l'unico stampo smerlato che ho, il secondo è che la crostata in realtà nacondeva un segreto terribile....sotto si era cotta pochissimo! Urgeva un chiarimento tra me, la pirofila ed il forno....è andata a finire che la quiche si è cotta un po' troppo: questo vuol dire che sfornerò un'altra crostata di spareggio ??? Mah!!!


Nel frattempo, ecco la ricetta.

Pasta Brisée
Ing:
140 g i burro freddo tagliato a pezzettini
280 g di farina 00
mezzo cucchiaino di sale fino
acqua fredda q.b. (circa mezzo bicchiere)



Ripieno

Ing: 4 o 5 carciofi, 1 spicchio di aglio, 2 cucchiai di olio, 200 g di ricotta vaccina, 3 uova (io ho usato 3 albumi di riciclo e 1 uovo), 2 cucchiai di parmigiano grattugiato, mezzo bicchiere di latte, sale


In una ciotola o su una spianatoia impastare la farina con il burro ed il sale, formando delle grossse briciole. Aggiungere l'acqua poco a poco e lavorare velocemente per aggregare la pasta, formare una palla, appiattirla un po', avvolgerla nella pellicola e farla riposare in frigo per un'ora circa.

Pulire i carciofi eliminando i gambi, le foglie esterne più dure e le punte. Tagliarli a spicchi e gettarli in acqua fredda acidulata con succo di limone.


In una padella mettere l'olio ed uno spicchio d'aglio tagliato a metà, far soffriggere un po' ed aggiungere gli spicchi di carciofo. Versare un dito di acqua, mettere il coperchio e far cuocere finchè i carciofi si siano ammorbiditi.

Riscaldare il forno a 180 gradi.
In una ciotola frullare le uova con la ricotta ed il parmigiano, salare.
Stendere la pasta brisée in una sfoglia alta 3 mm circa, disporla in una teglia o pirofila imburrata con l'aiuto del matterello, ritagliando la pasta che eccede i bordi. Disporre sulla base i carciofi a raggiera, poi versarvi sopra il composto di uova.
Mettere nel forno caldo e cuocere per circa 45 minuti : far intiepidire un po' prima di servire.
Ottimo accompagamento, un'insalatina fresca di stagione (niente ieri per noi, sigh!)


PP (post post) : mi stavo dimenticando di nuovo di dirvi che da qualche giorno sono anche io sul

un aggregatore di food blog che segnala i nostri ultimi post, i blog piu' attivi, ed in genere tutti quelli iscritti. Farlo e' facilissimo, basta seguire il link e mandar loro una mail...grazie Roberto per aver inserito anche me! :)

venerdì 9 maggio 2008

Pasta frolla: prima versione

Crostata semplice semplice...con sorpresa



Cosa sarà mai la sorpresa di questa crostata alla marmellata senza segreti??? Niente di straordinario, se non qualche bacca di cardamomo sbriciolata sul fondo, per sondare se le persone che l'assaggeranno (abbastanza tradizionaliste...), si accorgeranno del sapore un po' diverso, e si si potranno darne una valutazione obiettiva, visto che c'e' ma non si vede! :)
E poi dopo il danish braid ho capito che il cardamomo con la marmellata ci va a nozze, ma per quanto è buono potrebbe essere tranquillamente poligamo!

Era davvero tanto tempo che non facevo una pastafrolla, a parte quella fatta a casa dei miei il week end passato, me ne sono resa conto quando in quell'occasione il marito se ne e' scofanata un bel po' a colazione (e lui non fa quasi mai colazione!) dicendo "buona...mi ricorda le tue crostate......": come ti ricorda, proprio di quello si trattava, anche se erano tartellette di frutta! Ah ah!!! Capito il meta-messaggio, eccomi qui con la mia crostata ed i suoi derivati, (leggi pasta avanzata che e'diventata minicrostatine, sparite prima che potessi fotografarle :).
Ah, ieri era li che mi guardava con occhio critico mentre disponevo le strisce di pasta "ma non potresti metterle un po' piu' dritte????" "E' quello che sto cercando di fare", gli ho detto guardandolo dolcemente in cagnesco :) , e mi sono impegnata ancora di piu'...con il risultato che ora a guardare la foto mi viene un po' di mal di mare!!! (devo dire che la liquidita' della marmellata ha fatto si che si muovessero per conto loro...in origine erano perfettamente parallele!!! :P )
Insomma, lui le avrebbe messe certamente precise ed equidistanziate al millimetro, ma il blogghetto e mio, è c'ha tutte le imperfezioni della proprietaria :)
Ecco la ricetta, sempre spiegata pedissequamente nei dettagli...non e' la vera pastafrolla, ma quella che uso (piu' o meno....le proprozioni alla fine variano sempre un po') quando voglio tenere basso il tenore di burro :)

PASTAFROLLA
Ing: 300 g di farina 00
70 g di fecola di patate
130 g di zucchero semolato
un cucchiaino di lievito vanigliato
130 g di burro a temperatura ambiente
3 tuorli
mezzo bicchiere di latte freddo
Per la farcitura
Ing: Un vasetto di confettura di prugne
3 o 4 bacche di cardamomo
1 uovo

Su una spianatoia (o anche in una ciotola), mettere la farina, la fecola ed il lievito setacciati.
Al centro (nella famosa..fontana!) mettere lo zucchero, i tuorli ed il burro a pezzetti, ed impastare velocemente con la punta delle dita in modo da mescolare gli ingredienti ottenendo delle grosse briciole.
Aggiungere poco a poco il latte freddo, ed impastare il minimo tempo necesario ad avere un'impasto liscio e compatto.
Formare una palla (io la appiattisco cosi si raffredda meglio, soprattutto se ho poco tempo), avvolgerla nella pellicola e farla riposare in frigo per 1 ora almeno (io preferisco sempre prepararla il giorno prima, se non addirittura prepararla e poi congelarla).
Passato il tempo di riposo, preriscaldare il forno a 180 gradi.
Stendere la pasta in una sfoglia di 3 mm e disporla in una tortiera ben imburrata. Aprire le bacche di cardamomo, macinare i semi contenti all'interno e disporli qua e la' sul fondo della crostata (RPA: richiesta pubblica di aiuto: Come si tritano i semi di cardamomo??? Il mio mixer non ci riesce e con il coltello ogni volta e' una lotta!! Grazie :))
Versare la confettura (e si, io l'ho versata perche' la marmellata l'estate scorsa mi e' venuta un po' liquida, come mi succede sempre con le prugne :( ), usare la pasta avanzata per le striscette, creando una grata, tagliare con una rotella dentata l'eccesso di pasta dal bordo e spennellare con un uovo (io ho usato solo l'albume, e si nota dal "pallore" della grata!! :).
Infornare per 30 minuti circa (prima di infornare ho messo delle nocciole tagliate a meta' in ogni quadratino, a "pancia in su" perche non avevo il tempo di spellarle! :P ).

Una nota finale: ho usato indifferentemente i termini confettura e marmellata, ma in realta' non è corretto: si parla di marmellata solo nel caso di conserva a base di zucchero ed agrumi, tutte le altre sono confetture. Dunque la teoria la conosco, ma nella pratica mi piace di piu' la parola marmellata!!! :))

mercoledì 7 maggio 2008

Asparagi selvatici: il ritorno

Risotto agli asparagi selvatici con salsa di asparagi selvatici

Una premessa: questo è un risotto cotto al microonde, i deboli di cuore e gli amanti del risotto tradizionale è meglio che tornino per il prossimo post :P
E' cotto al microonde prima di tutto perchè l'ho già sperimentato un paio di volte con altri ingredienti, seguendo i tempi di cottura indicati dal ricettario del forno, e ne sono rimasta soddisfatta.
Poi volevo preparare qualcosa di buono in poco tempo, visto che stasera ce n'era meno del solito.
E poi......dovevo rimpinguare la sezione "microonde" del blog!! :)))
Ops, ho messo di nuovo le mani avanti, comincio a farlo troppo spesso......
Dunque, abbiamo avuto un altro graditissimo mazzolino di asparagi selvatici, e nella mia testa li avevo già destinati ad una bella frittata....ma è arrivata la solita richiesta, corredata d espressione supplichevole...ok, però stavolta non ti faccio compagnia, a te du' spaghi ed io mi faccio la minifrittatina!!
Nonostante ciò, erano avanzate un po' di punte di asparagi ed i gambetti lessi: e si, perchè sotto consiglio della suocera ho spezzato le punte più tenere, e del gambo restante ho preso circa la metà, non tenera ma...inteneribile!! (ok è una parola che non esiste, spero di aver reso l'idea!)
E cosi stasera ci è scappato questo risottino, ecco gli ingredienti:

Ing: 200 g di riso (avevo il parboiled, ho usato quello)
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
mezzo mazzetto di asparagi selvatici
mezzo litro di brodo (magari vegetale o di carne....io ho usato il dado)
mezzo bicchiere di vino bianco
10 g di burro morbido
un cucchiaio abbondante di parmigiano reggiano grattugiato
1 scalogno

Recuperare la parte dei gambi degli asparagi non durissime, ma che non si spezzano facilmente come le punte, spezzettarle e bollirle in poca acqua per mezz'ora almeno.
Tritare lo scalogno e metterlo in una pirofila adatta al microonde con l'olio. Io ho aggiunto anche gli asparagi, come avevo fatto per le altre verdure, ma ho sbagliato, si sono essiccati.
Mettere in forno a 750 watt (stessa potenza per tutte le fasi di cottura) per 3 minuti, poi aggiungere il riso ed il vino, e far cuocere per 4 minuti.
Trascorso questo tempo, aggiungere al risoole punte degli asparagi, versare 2 terzi del brodo, mescolare e mettere nel forno con un coperchio (mi raccomando, niente metallo) per 4 minuti, mescolando 1 volta durante la cottura.
Togliere il coperchio, aggiungere dell'altro brodo bollente se necessario e rimettere per altri 4 minuti nel forno, sempre a 750 watt. Spegnere il forno e far riposare per 1 minuto (le microonde continueranno ad agire).
Mentre il riso cuoce, mettere nel mixer i gambi degli asparagi lessi con 5 o 6 cucchiai di brodo ed il burro. Frullare bene, controllare e regolare di sale e mettere in una ciotolina.
Mantecare con il parmigiano e servire caldissimo con la salsa a parte (può essere riscaldata, ma va bene anche tiepida).
Ah, gli asparagi decorativi erano ben...croccanti!!! Evidentemente non contengono sufficiente acqua perchè le microonde riescano a cuocerli senza essiccarli, ecco perchè conviene metterli in una fase successiva della cottura :P

lunedì 5 maggio 2008

Paccheri matrimoniali

Paccheri al ragù di mare


No, non sono paccheri a due piazze, ma una rivisitazione di uno dei due primi del nostro pranzo di nozze....non mi hanno dato la ricetta, ma ho cercato di ricordarne un po' il sapore (e si,perchè io ho mangiato al mio matrimonio, eccome se ho mangiato!) e la consistenza.
Da noi in Puglia in genere si balla ai matrimoni, ma noi avevamo pensato di ballare solo a fine giornata, e non tra le portate, solo che prima dei primi ci si avvicina il maitre e ci fa "lo chef ha bisogno di una ventina di minuti per la cottura dei paccheri..ci tiene che sia perfetta: che fate, volete impiegare il tempo ballando?" "Ok, balliamo!" abbiamo detto noi, e ci siamo lanciati in un rocambolesco valzer...di cui purtroppo ci sono anche le prove video :)
Dico questo perchè quando ho chiesto al marito il responso sulla pasta lui ha detto: "buoni, ottimi, anche di cottura....e non ho dovuto neanche ballare stavolta!!!!"
Ecco le dosi per 2/3 persone (mmm...fortuna che non c'era la terza persona : )

Ing: 200 g di paccheri di Gragnano (meglio se trafilati al bronzo)
1 seppia
100 g di tonno fresco
1/4 di cipolla
1/2 spicchio d'aglio
mezza carota
mezza costa di sedano
2 pomodorini ciliegia
un ciuffetto di prezzemolo
mezzo bicchiere di vino bianco
una tazza di brodo di pesce
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 cucchiaino di farina

Mettere a riscaldare l'acqua per la pasta.
Tagliare a dadini piccoli piccoli tutte le verdure tranne il prezzemolo (mmmmh......si dice brunoise????) e metterle in una larga padella (che possa contenere anche la pasta) con l'olio.
Far soffriggere dolcemente, poi aggiungere parte del brodo, e lasciar ammorbidire le verdure.
Pulire la seppia e tagliarla a dadini, poi tagliare a dadini anche il tonno, e metterli nella padella con le verdure.
Far rosolare un paio di minuti, versare il vino bianco e far evaporare alzando la fiamma.
Cuocere i paccheri al dente, scolarli bene e versarli nella padella per farli insaporire bene, aggiugendo del brodo (se necessario) e la farina setacciata.
Mescolare per un paio di minuti (al massimo), in ogni caso controllare la cottura e servire caldi!
Ah, a piacere, spolverare con un po' di prezzemolo fresco tritato!

Sei cose sei....

2002 - Bari

.......cose che mi piace fare!


Giovanna e Lisa di "Lost in Kitchen" mi hanno invitato a fare questo meme, ed anche se e' simile ad un altro fatto un po' di tempo fa, accolgo con piacere il loro invito (anche erche di cose che mi piace fare ce ne sono per cui.... :)


1) L'avevo gia' scritto nel meme precedente, ma ribadisco: mi piace correre all'aperto, vedere il verde che mi scorre di fianco, magari sentire il profumo dell'erba bagnata o tagliata di fresco.
Purtroppo le occasioni di farlo sono davvero poche :(


2) Mi piace tanto tornare a casa mia/nostra.....al ritorno dal fine settimana, ma anche la sera al ritorno dal lavoro...anche quando ero a casa dei miei, tornare a casa mi rimette in armonia con il mio piccolo mondo :), le mie piccole abitudini.


3) Mi piace guardare i thriller e/o gli horror......ma sono maledettamente paurosa, quindi in genere li guardo a tratti (cambio canale nei momenti cruciali) e dopo averli visti per muovermi da una stanza l'altra di casa accendo tutte le luci...sere fa sono riuscita a spaventarmi a morte perche' sapevo che la tv era accesa sul canale dove davano uno di questi film, anche se io ero in un'altra stanza :P.....


4) Mi piace camminare per le strade della mia citta' d'origine (Bari), sia quelle periferiche che percorrevo tanto quando ci abitavo, vedere che sono diverse e sempre uguali a se stesse, sia quelle del centro, non saro' obiettiva, ma trovo che nel suo piccolo non abbia nulla da invidiare a quello di tante altre citta', soprattutto per i negozi (d'altra parte i baresi sono commercianti e marinai :)


5) Mi piace tanto guardare e riguardare le fotografie, ma non solo le mie, anche se vado a casa di qualcun'altro, mi soffermo a guardare le foto incorniciate.....pensare che in un questionario, ad una selezione per un lavoro, chiedevano se preferivo giocare a carte o guardare le foto..ma che domanda e'??? Forse chi preferisce guardare le foto e' piu' rivolto al passato? Ma io detesto giocare a carte.....mah! Tanto non mi presero!


6) Mi piace tanto avere ospiti, ma anche questo non capita molto spesso, uffa....cosi il marito continua ad essere la cavia designata per tutti gli esperimenti!

Copio e incollo le regole, trasgredisco le ultime invitando tutti quelli che hanno voglia di farlo!!!



•Indicare il blog che vi ha nominato con annesso link
•Descrivere le regole di svolgimento
•Scrivere 6 cose che si preferisce fare
•Nominare altri 6 blog tramite i quali dovrebbe proseguire il meme
•Lasciare un commento su tutti e 6 i blog appena citati

mercoledì 30 aprile 2008

Mon voyage virtuel.......

Broyé du Pitou



...in terra di Francia! Devo dire che non e' il mio primo viaggio virtuale in terre francofone, e non sara' neanche l'ultimo, visto che ho ancora tante ricette da provare dal libro "Le gateaux de mamie"...

Il motivo per cui questa volta ho scelto questo dolce (letteralmente "lo schiacciato di Pitou"), originario del departement di Vienne, nella regione di Poitou Charentes (Francia centro-occidentale), sta non solo nella semplicita' degli ingredienti (dolce destinato alla prima colazione..), ma anche e soprattutto nella bellezza della foto con cui e' presentato nel libro, pieno, a dire la verita', di belle fotografie.

Girando un po' nel web, ho avuto modo di capire che a partire da una ricetta base, sono nate diverse versioni che se ne discostano leggermente, (con o senza mandorle, o con le prugne).
Esiste addiruttura una confraternita che si occupa di proteggerne l'origine e l'integrita'!.

Veniva realizzato in occasione di comunioni e di matrimoni, ed il suo nome e' dovuto al fatto che al centro del dolce si dava un pugno per schiacciarlo, appunto ed ottenere le porzioni.
Voilà la recette :)



Ing: 450 g di farina 00
250 g di burro salato a temperatura ambiente
250g di zucchero
100 g di mandorle sgusciate
2 cucchiai di grappa
1 pizzico di sale (o 2, se si usa burro non salato, come me :)
2 uova, piu' tuorlo per spennellare
2 cucchiai di latte

Preriscaldare il forno a 180 gradi.
Mettere in una ciotola le 2 uova con lo zucchero, la grappa ed il sale, e sbattere con la frusta per amalgamarle, aggiungere il burro morbido tagliato a dadini e mescolare bene (io ho usato ancora la frusta).
Versare nella ciotola la farina setacciata e le mandorle e lavorare brevemente con la punta delle dita per ottenere un impasto omogeneo.
Imburrare una placca e stendervi l'impaso con le mani, ad uno spessore di mezzo cm (io avrei dovuto stenderlo più sottilmente), poi livellarlo bene con l'aiuto di una spatola.
Spennellarlo con il tuorlo sbattuto con il latte e poi rigarlo con una forchetta (io dopo aver trovato il famoso pettine da pasticceria, ho usato quello...soddisfazione!!!! :)
Infornare per mezz'ora circa, la pdeve risultare dorata.
Una volta raffreddato, tagliare quadratini......o dare un bel pugno al centro, fate voi!!!!